Astell è la Mascotte del nuovo Villaggio di Natale per l’anno 2017 / 2018.

Una stella simpatica, divertente,e a volte, anche tenera e capricciosa. Scopri la sua storia e in seguito scegli la tua stella!

Storia di Astell

La vera storia di Astel comincia una sera d’autunno, quando il TG annunciava un rarissimo fenomeno astrologico che si sarebbe verificato da lì a breve, in prossimità del Natale.

Ormai la scuola era iniziata e la magnifica estate al mare era già entrata nei ricordi di bambino.

Il nostro protagonista è Dino, un bimbo della scuola Primaria con una curiosità molto spiccata. Ed è proprio lui che mentre stava solitamente disegnando i suoi supereroi volanti, ascoltò questa insolita notizia.

Dino amava guardare i cartoni animati in TV insieme alla sorellina più piccola, una bellissima peste che spesso faceva passare un brutto quarto d’ora a tutta la famiglia con le sue birbanterie, ma quella sera i due fratelli sembravano restare incuriositi da questa notizia rubata ai loro programmi preferiti.

Dino, al quale si aggiunse la piccola Aurora, chiese al papà chiarimenti su quella strana notizia che riguardava l’ormai prossimo fenomeno astrologico, ma il papà, colto di sorpresa, cercò di rispondere rispolverando un po’ di conoscenze scolastiche, perché anche lui era, da ragazzino, molto curioso di astronomia.

“Bimbi, il fenomeno che sarà visibile prossimamente è un fatto molto raro perché l’universo è talmente grande che gli eventi astronomici avvengono dopo tanti anni, anche dopo mille anni”, disse il papà.

Lui sapeva, infatti, che utilizzare valori smisurati, per i bambini piccoli, non era molto facile da comprendere, cercò quindi di riportare il dialogo su un binario accessibile.

E continuò: “Posso solo dirvi che per Natale potremo prendere il telescopio che abbiamo in ripostiglio e, se le serate saranno limpide e prive di nuvole, potremo anche noi scrutare il cielo e vedere le stelle”.

I bambini, contenti della risposta del papà, continuarono a fare quello che stavano facendo, tra cartoni animati, disegni, bambole e capricci di bambini.

Trascorsero alcune settimane, ormai si era prossimi al Natale, gli addobbi erano già nelle case, nelle città, nei negozi, insomma, dappertutto.

Anche nella casa dei nostri piccoli amici, Dino e Aurora, il Natale già era arrivato col classico abete sintetico addobbato e luminoso, le luci intermittenti, con il presepe che dominava sul mobile del salotto e vari festoni, palline e angioletti sparsi per tutta casa. Natale era ormai anche nei sogni di tutti.

Un pomeriggio, il papà tornato da lavoro quando la luce del Sole era ormai un ricordo, si sentì dire dalla mamma dei bimbi: “Quando ti decidi a mettere le luci al balcone, sembra che il Natale in questa strada non debba mai arrivare. Fatti aiutare da Dino e Aurora”.

Il papà allora, come ogni anno, andò nel ripostiglio, spostò alcuni cartoni e prese il sacco trasparente con le luci per il balcone. Era sempre lo stesso già da anni, un tubo luminoso a luce bianca di 5-6 metri e una stella luminosa con vari giochi di luce.

I bambini, nel vedere la stella luminosa, si ricordarono ciò che il papà aveva promesso tempo prima: “… per Natale potremo prendere il telescopio e scrutare il cielo e vedere le stelle”.

E così fu. Dopo aver sistemato le luci al balcone, messa la stella luminosa in modo tale che si potesse vedere anche da lontano, collegarono i fili elettrici alla presa di corrente.

Tutta la meraviglia comparve negli occhi dei bambini.

Ma non era finita, le promesse sono promesse e quella fatta settimane prima andava concretizzata. Preso il telescopio, il treppiede e il manuale d’istruzioni in cinese, iniziarono a montarlo.

“Il telescopio è montato, mettiamoci giubbotti e cappellini e andiamo sul terrazzo, vediamo se guardando il cielo possiamo vedere le stelle”, disse il papà.

Dino che non aveva dimenticato la notizia ascoltata al TG, disse: “Papà, non vogliamo vedere solo il cielo e le stelle, vogliamo vedere il fenomeno astro… logico”.

adesivo astell gustoso

Ripeté Aurora: “Si papà, il feronemo alogico” non conoscendo bene quelle strane parole dette dal fratello maggiore.

“Va bene bambini, il cielo stasera è perfetto, niente nuvole, ne foschia. Puntiamo il telescopio verso nord e cerchiamo questo feronemo alogico!”.

Il fenomeno astrologico che cercavano i nostri esploratori di stelle era un rarissimo caso in cui era possibile vedere uno sciame stellare nel cui interno ce n’era una luminosissima che gli astronomi avevano chiamata N.251.172, detta più semplicemente ASTELL.

Il telescopio era stato acquistato anni prima in un mercatino, era stato usato qualche volta soprattutto in estate per vedere la Luna piena e far incuriosire i bambini di casa.

Questa volta però era differente, la curiosità di cercare lo sciame di stelle era partito dalla volontà dei piccoli, aggiungendo valore al momento.

“Vediamo un po’…. spostiamo verso nord… mettiamo a fuoco… eccole! Sono lì, bambini, ho trovato lo sciame e si vede molto bene. Bellissime!”, disse con entusiasmo ai bambini.

“Dai papà, fammi vedere, anch’io, anch’io” ripetevano in coro, prima Dino e subito dopo Aurora, che era l’ombra del fratello maggiore.

“Ecco, un attimo … pronto! Potete vedere anche voi lo sciame ed è ben chiara Astell e le sue stelle sorelle” disse il papà.

I bambini si avvicinarono a turno al piccolo telescopio e restarono a guardarle per tanto tempo, tanto che la mamma incuriosita di tanto entusiasmo, salì sul terrazzo e si fece coinvolgere dall’euforia dei bambini.

La piccola Aurora: “Papà, voglio che Astell sia mia per poterci giocare a Natale” e Dino, pur essendo più grande, seguì l’idea della sorella e confermò il desiderio di avere una stella tutta per sè.

Il papà, indeciso su cosa dire per non deludere i propri figli, disse: “Piccoli, le stelle sono troppo lontane per prenderle” e la mamma aggiunse: “Scrivi una letterina a Babbo Natale e chiedigli di esaudire il tuo desiderio, però prima SCEGLI LA TUA STELLA” . Questa è una favola inedita di E. Frangione.

“Le stelle non sono mai troppo lontane, sono le scale ad essere troppo corte. Impara a costruire scale sempre più alte per raggiungere e afferrare i desideri”. (frase da “La rosa di Damasco” di Daniele Giancane)